Autismo e impresa: benvenuti in un mondo possibile

Quando nel 2000 Thorkil Sonne si rese conto che suo figlio Lars stava crescendo in modo anomalo, la sua vita cambiò radicalmente. Lars poteva dondolarsi su un’altalena per ore ed essere felice; invece di giocare con altri bambini, preferiva sedersi da solo, e persino la comunicazione con i suoi genitori sembrava piuttosto difficile. A Thorkil e sua moglie fu presto detto che c’era qualcosa che non andava in Lars: il piccolo non sembrava adattarsi agli altri bambini, e le maestre dell’asilo non si sentivano formate adeguatamente per gestire bambini come lui. Ben presto a Lars fu diagnosticato un disturbo dello spettro autistico (autism spectrum disorder, qui di seguito ASD), un handicap permanente senza cura o trattamento.

Questa diagnosi rivoltò il mondo di Thorkil. Non solo divenne molto attivo nelle organizzazioni locali per l’autismo, ma iniziò a leggere e imparare molto sull’ASD e le sue variazioni. Presto iniziò a rendersi conto che alcune persone con autismo mostravano una spiccata intelligenza e doti del tutto particolari.

Ad esempio Lars mostrava un notevole talento per la riproduzione visiva. Un giorno infatti, dopo aver studiato un atlante stradale dell’Europa, Lars è stato in grado di riprodurre la mappa dell’indice del libro, inclusi tutti i numeri di pagina, solo grazie alla sua memoria.

Nel corso di tre anni Thorkil incontrò molti adolescenti che erano proprio come Lars. Molti di loro avevano abilità speciali, ma nessuno di loro aveva un lavoro in cui queste abilità fossero effettivamente utilizzate. Le persone con ASD non erano preparate per il mercato del lavoro e i tabù sociali rendevano più difficile l’assunzione. Il punto cruciale, tuttavia, si è rivelato essere la mancanza di luoghi di lavoro adeguati. I datori di lavoro avevano poca conoscenza di come trattare le persone con ASD e molto spesso non erano pienamente consapevoli delle loro abilità e bisogni speciali.

Dopo essersi immerso nell’argomento dell’ASD, Thorkil iniziò presto a mettere in discussione la futura occupabilità di suo figlio. Come avrebbe potuto mantenersi se Thorkil e sua moglie non fossero più stati in grado di farlo? Lars avrebbe mai trovato un lavoro in cui sarebbe stato rispettato e apprezzato per la sua personalità e abilità speciali? Fu così che nacque Specialisterne.

Un’impresa straordinaria per straordinarie imprese

Dopo aver lavorato per 15 anni nel settore IT, Thorkil partì proprio da ciò che conosceva meglio e si concentrò su i test dei software, un lavoro altamente ripetitivo che richiedeva un livello insolitamente alto di attenzione ai dettagli per periodi di tempo prolungati. Thorkil vide in questo tipo di lavoro un’opportunità per le persone con ASD di generare vantaggi competitivi per se stessi e per le aziende clienti: nasce così la start-up di test di software chiamata Specialisterne ( che in danese significa “Specialisti”) nel 2004, che si proponeva di fornire un servizio di nicchia che le persone autistiche sapevano portare avanti molto bene.

Mentre le persone con ASD erano viste come un peso dalla maggior parte dei datori di lavoro, Specialisterne li ha accolti favorevolmente. Questo progetto innovativo ha dato un messaggio forte e chiaro, e ha dimostrato che la convinzione che le persone con ASD siano inoccupabili poteva essere confutata. Al contrario, per l’area di competenza di Specialisterne erano ancora più adatti di chiunque altro. Tutti i servizi prevedevano attività monotone, ripetitive e richiedevano una grande precisione in tutte le fasi coinvolte.

I consulenti di Specialisterne possono realizzare infatti tutti i tipi di software e hardware testing, giungendo in alcuni casi a poter svolgere perfino mansioni di automazione di testing. Grazie alla natura delle persone con autismo, i consulenti di Specialisterne possono individuare errori che gli altri trascurano.

Le skills necessarie per il testing si adattano perfettamente all’insieme unico di competenze che hanno le persone con ASD:
• Un alto livello di concentrazione
• Perseveranza per azioni ripetitive
• Riconoscimento di modelli
• Una memoria eccezionale
• La capacità di individuare qualsiasi devianza nelle informazioni sui dati, nelle immagini e nel sistema

In Specialisterne ci si impegna a creare un ambiente dove le persone con autismo possano realizzare il proprio potenziale, e ci sono riusciti.

Infatti, il notevole successo di Specialisterne è stato fondato su un ambiente di lavoro eccezionale in cui le persone con disturbi autistici si sentono apprezzate e possono eccellere. Per ogni dodici dipendenti con diagnosi di ASD, l’azienda ne assume uno “generalista” che si occupa di compiti che non rientrano nelle normali routine. Questo ha tolto molta pressione agli “specialisti”, che in questo modo erano in grado di concentrarsi sui loro compiti chiaramente definiti.

Il modello di business adottato, ha reso di fatto Specialisterne la prima azienda a realizzare e far fruttare le risorse di persone con diagnosi di ASD, con vantaggi per la persona, le loro famiglie, i clienti (soddisfattissimi dal servizio), la comunità e l’intera società.

Perché questo articolo?

Tra i consueti modelli di business e i progetti sociali fumosi e poco concreti, ci sono alcune soluzioni: i modelli di business che partono da un problema reale, vissuto in prima persona dall’imprenditore sociale, che si sviluppano a partire da una difficoltà diffusa, la cui risoluzione costituirebbe un beneficio per molti. La difficoltà viene dunque analizzata nelle sue potenzialità, l’esperienza pregressa viene tradotta in idea di sviluppo, e il punto di inizio viene così trasformato in qualcosa di appetibile per se stessi e per la società. Impossibile? No, come vedi. La vera sfida è un cambio radicale di mentalità, ma una sfida non è un muro invalicabile.

Per approfondire:

Su questo blog: Un’”esplosione di speranza”: il Social Business

Specialisterne | https://specialisterne.com

Specialisterne Italia | https://it.specialisterne.com

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Pubblicato da Silvia Salese

Psicologa | Clinica, formazione e ricerca - www.silviasalese.com

2 pensieri riguardo “Autismo e impresa: benvenuti in un mondo possibile

  1. Che mondo meraviglioso, quello dove ognuno fa qualcosa per aiutare qualcun altro a risolvere un problema, potrebbe innescarsi una catena senza fine. Grazie dello spunto.

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