Le imprese su Telegram: ecco perché piacciono ai consumatori

Recentemente alcuni gruppi di imprenditori, per far fronte alla sempre più stretta necessità di sviluppare la propria comunicazione online, mi hanno chiesto un modo facile e rapido per arrivare direttamente ai consumatori. Non avevano tempo, non avevano conoscenze informatiche o di strategia particolari, non avevano altri mezzi se non il loro smartphone per creare eventi o promozioni che potessero essere visibili in modo immediato. Ho proposto loro Telegram.

Attraverso alcune associazioni di categorie illuminate in materia di promozione e collaborazione, sono stati creati supergruppi e canali proprio su Telegram. I gruppi e i canali sono stati concepiti come locali, abbiamo studiato una strategia di comunicazione che consentisse di elaborare post interessanti, una frequenza di pubblicazione, delle linee guida di editing grafico e testuale, eventi collettivi stagionali.

I giorni di briefing su Telegram sono stati particolarmente vivaci ed elettrizzanti, in quanto per la prima volta la maggior parte dei commercianti ha visto come il corretto utilizzo di un mezzo comune possa portare a risultati concreti e condivisibili in davvero poco tempo.

Perché tutto questo? La psicologia dei consumi impone che si cerchino non solo risposte tecniche o di tendenza, ma anche profonde ed emotive. L’emotività è alla base della comunicazione e del marketing di un’impresa, e conoscere le dinamiche psicologiche alla base del loro funzionamento offre ragionevoli spunti su come usare nel modo più profittevole possibile determinate metodologie e piattaforme.

Diversi sono i motivi per cui Telegram è tanto amato. 

  1. si usa in modo facile ed è velocissimo. Non si deve perdere tempo a comprendere come si utilizza in quanto ha molte caratteristiche simili alle app di messaggistica più conosciute;
  2. lo si usa tanto per chattare e comunicare con amici e parenti, quanto per rimanere in contatto con iniziative e brand. Comunicare con uno strumento che si usa per i propri rapporti più stretti rinforza la connessione emozionale con le altre entità con cui si rimane in contatto attraverso lo stesso strumento;
  3. non lascia mai “a piedi”: anche quando il nostro cellulare è scarico o è spento e non si può accedere alla app, Telegram funziona comunque nella versione desktop. Una bella libertà;
  4. non richiede backup delle conversazioni, rischiando di perderle durante il reset del telefono, dato che le si ritrova intatte una volta effettuato l’accesso;
  5. è fortemente associato alla sicurezza, in quanto difende la privacy ed è basato su un sistema di cifratura molto complesso (nel 2015 ha sfidato gli hacker di tutto il mondo con la messa in palio di una ricompensa di 200.000 dollari a chiunque fosse in grado di decriptare il contenuto di un messaggio inviato da Telegram. Dopo qualche anno nessuno è riuscito ancora nell’impresa);
  6. la comunicazione emotiva è fondamentale quando non si ha un rapporto in presenza. Telegram offre un vastissimo numero di emoticon, stickers e possibilità di personalizzazione. Basta cliccare su una qualsiasi emoticon, ad esempio, e i suggerimenti arrivano in automatico;
  7. permette di chattare con se stessi. Questo è molto importante, ad esempio, per salvare files che ci interessano o per inviarci promemoria. Non vi è mai successo di scrivere un messaggio a qualcuno che conoscete bene per poi aggiungere: “ti ho mandato una cosa ma è per me”?

Naturalmente, come ogni strategia, occorre avere alcune nozioni di base e un piano marketing funzionale.

Uno strumento social, per quanto di immediata comprensione e dalle molteplici possibilità, non può essere usato con improvvisazione, specie se si ha a che fare con comunicazioni commerciali e professionali. Cosa occorre?

  • Innanzi tutto occorre sapere che – anche in questo caso – l’unione fa la forza. A meno che non si abbia davvero un folto numero di consumatori decisi a seguirvi anche su Telegram, l’unione con altre realtà locali è davvero un’ottimo modo per sviluppare e rinforzare il territorio e con esso, ovviamente, anche la propria attività commerciale.
  • Diventa necessario possedere alcune nozioni di base sulla comunicazione emozionale e la psicologia dei consumi, in modo da trasformare il canale o il gruppo in un veicolo realmente seguito e di interesse.
  • Occorre stabilire delle regole di base tra gli amministratori con grande chiarezza e un calendario editoriale di gruppo, ovvero “chi pubblica cosa e quando”.
  • Infine, come sempre, vincono le idee chiare in ottica multicanale: 1) stabilire cosa si vuole trasmettere, 2) a quale tipo di consumatore 3) come farlo in modo coerente con lo strumento e con il brand 4) come farlo in collegamento con le altre piattaforme.

Non c’è nulla di difficile, spesso è solo una questione di metodo e di creatività.

Per consulenze, docenze e ulteriori informazioni:

Per rimanere aggiornati sui miei articoli:

Pubblicato da Silvia Salese

Psicologa | Clinica, formazione e ricerca - www.silviasalese.com

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