Gli odiatori delle libere scelte: i Free Choice’s Haters

Niente da fare: hanno sempre una buona scusa per odiare pesantemente, e e anche se si manifestano prevalentemente come leoni da tastiera, nascosti quindi dietro ad uno schermo, sono costantemente pronti a sputare proiettili. Si nutrono dei (pessimi) esempi che ci offrono spesso i media attraverso i panni di tuttologi narcisisti dalla sentenza facile e che vengono stipendiati per disseminare odio, disprezzo e vendetta. Però i poveretti che stan loro dietro non vengono affatto pagati, anzi: portano avanti tesi e argomentazioni strampalate e polarizzanti con un’abnegazione davvero sorprendente. Puro volontariato dell’odio.

Sono i “Free Choice’s Haters”, gli odiatori delle scelte libere. Non sopportano chi non si schiera con le visioni che reputano dominanti (le loro) e nemmeno chi decide – per se stesso e senza danneggiare gli altri – di scegliere liberamente per la propria vita, che sia il lavoro, l’orientamento sessuale, le passioni, le cure o l’aspetto. Variegate libere scelte che danno loro un fastidio enorme.

Le caratteristiche dei Free Choice’s Haters

I Free Choice’s Haters normalmente sono persone:

  • tremendamente disinformate; non leggono altro che giornali dozzinali e usano come principale mezzo di informazione la televisione. Di conseguenza non vedono che una parte della narrazione delle cose, normalmente quella dove serpeggiano i maggiori interessi economici e politici, ed ignorano completamente l’esistenza di diversi mondi e punti di vista; 
  • hanno una vita fondamentalmente poco gioiosa, se non vuota. I grossi problemi sociali rappresentano per loro una svolta in quanto occasione di sfogo, conversazione e uscita dall’anonimato. Trovare qualcuno che si schiera contro le visioni alternative come lui o lei, è motivo di riempimento esistenziale, spesso anche di plauso, in quanto tra queste persone vince ed è apprezzato chi la spara più grossa;
  • non conoscono affatto le argomentazioni di chi odiano: non chiedono nulla, non si mettono nei panni di nessuno, evitano i confronti basati sui fatti. Pur facendo mestieri moto diversi, improvvisano la sicurezza di tecnici, antropologi, psicologi, sociologi, medici, chimici e chi ne ha più ne metta;
  • vivono nel mondo delle idee generalizzanti e detestano i dati che potrebbero far venir loro dei dubbi. Di fatto si corazzano contro ogni minima possibilità di ampliare la loro visione ed ammettere che non esiste solo il bianco e il nero. Guai! il castello di odio crollerebbe: meglio fortificarlo con mura altissime e pentoloni di parole bollenti;
  • credono in una visione meccanicistica della vita, senza aver mai studiato come realmente funziona una cellula, men che meno l’organismo umano. Non conoscono nulla o molto poco di fisica moderna, di filosofia della scienza o di storia;
  • invidiano chi se ne frega delle loro rappresentazioni e vive felice; non sopportano le persone che si prendono le loro responsabilità, sicure di se stesse e realmente preparate, e piuttosto che apprendere da loro preferirebbero sterminarle;
  • usano la minaccia, l’invettiva e la derisione come principali elementi delle loro argomentazioni. Abbasso i fatti, evviva la visione unica (la loro), meglio se limitata, fatta di argomentazioni semplici e senza sfumature;
  • hanno una mentalità ristretta e ignorano completamente di far parte di un sistema: l’umanità stessa. Non capiscono che odiarne una parte corrisponde ad odiare una parte di se stessi.

Che fare? In quanto persone evidentemente in grande difficoltà, andrebbero aiutate, ma come ben sappiamo non si può aiutare chi ignora di avere un problema. Attendiamo l’inevitabile momento di crisi che attraverseranno: il crollo delle loro certezze. Quello sarà un momento propizio per star loro accanto e far scorgere altre prospettive, con eguale dignità e che soprattutto non dividono e non danneggiano.

E se un Free Choice’s Hater dovesse prendersela con te? Finché ti va, rispondigli con i fatti senza arrabbiarti, domandagli cosa effettivamente conosce, non farli scappare e non accettare argomentazioni strampalate e astratte: torna sempre ai fatti e alla conoscenza. Pretendi risposte e soprattutto rimani di buon umore, non cadere nella rabbia. La gioia è il più grosso antidoto all’odio, da sempre. Il buonsenso e la giustizia, presto o tardi, arriveranno.

Pubblicato da Silvia Salese

Psicologa | Clinica, formazione e ricerca - www.silviasalese.com

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